venerdì 11 maggio 2018

Il governo M5S Lega e le elezioni del 4 marzo


Dei risultati delle elezioni del 4 marzo 2018 sono state dette e scritte molte cose. Due sono i dati di fatto da tener presenti per proporre una chiave di lettura di tali elezioni: da un lato la netta affermazione del Movimento 5 Stelle e il successo della Lega, dall’altro il crollo elettorale del Pd di Renzi e della Forza Italia di Berlusconi, che peraltro perde la leadership all’interno del centrodestra.

Più che chiedersi “chi” abbia vinto le elezioni, pare interessante chiedersi “che cosa” abbia vinto, e su questo non vi possono essere dubbi: ha vinto la volontà degli italiani e delle italiane di innovare profondamente la vita politica italiana e di cambiare il paese.

Il declino di Renzi e Berlusconi, che in fondo non sono altro che due facce della stessa medaglia, segna la fine di una politica autoreferenziale e di preservazione dell’esistente, segna la fine di una politica che non permette ai cittadini di avere voce in capitolo nella gestione della cosa pubblica e che accentra invece nella casta politica ogni decisione.

L’affermazione del Movimento 5 Stelle rappresenta l’affermazione di una politica fondata sulle idee, sui programmi condivisi e partecipati, sulla visione di una società aperta e attenta ai diritti; ed è anche l’affermazione di un movimento politico che mette al centro i cittadini, le loro esigenze, la loro voce, che vede negli eletti l’espressione di un’intera comunità di attivisti e simpatizzanti, una comunità che non è subalterna agli eletti, ma che è al contrario costantemente chiamata a tracciare collettivamente il percorso che gli eletti devono seguire.

La Lega non ha assolutamente la carica innovativa del Movimento 5 Stelle, e tuttavia ha saputo rappresentare, se non altro all’interno del centrodestra, la volontà di cambiamento.



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