domenica 20 maggio 2018

Il Contratto di governo Di Maio Salvini: tre principi chiave

di Osservatorio politico M5S

In un precedente articolo intitolato La trattativa tra Movimento 5 Stelle e Lega si sottolineava il carattere innovativo della trattativa tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Nel presente articolo ci occupiamo del risultato di tale impegnativa trattativa, ossia del Contratto per il governo del cambiamento.

Il Contratto è sicuramente il frutto di un lavoro di sintesi tra gli orientamenti del Movimento 5 Stelle e quelli della Lega, e tuttavia nei suoi contenuti si può riconoscere un peso preponderante per le posizioni del Movimento, posizioni sulle quali si è riusciti a far convergere la Lega.

La finalità dell'articolo è quella di fornire uno schema di sintesi di tale contratto e soprattutto di metterne in luce tre principi chiave.

Lo schema di sintesi è disponibile nella pagina dedicata, mentre qui di seguito discutiamo dei tre principi chiave, principi che non esauriscono il significato complessivo del Contratto, ma che ne costituiscono importanti orientamenti di fondo e chiavi di lettura.

Ambientalismo

L’ambientalismo (o ecologismo), come politica per la tutela e la difesa dell’ambiente, è uno dei principi chiave del Contratto.

Nel Contratto si afferma molto chiaramente: «Uomo e ambiente sono facce della stessa medaglia. Chi non rispetta l’ambiente non rispetta sé stesso. C’è bisogno di un maggior coinvolgimento e conoscenza dei temi ambientali capaci anche di costruire alleanze e di portare la questione ecologica al centro della politica».

La chiara volontà è quella di preservare l’ecosistema, di tutelare la biodiversità e di combattere il degrado ambientale e l’inquinamento. Il contratto immagina un’Italia che metta al centro e sostenga modelli di sviluppo sostenibili, la green economy e l’economia circolare.

La green economy è una visione dell’economia in cui le attività produttive sono valutate non solo in termini di crescita economica, ma anche e soprattutto in termini di impatto ambientale. La riduzione delle emissioni di carbonio e dell’inquinamento rappresenta una delle finalità essenziali della green economy, finalità da raggiungersi anche ricorrendo alle energie rinnovabili e aumentando l’efficienza energetica.

Nella cornice di una visione ambientalista della società, il Contratto prevede in particolare i seguenti obbiettivi: “decarbonizzare” e “defossilizzare” produzione e finanza; gestire in modo responsabile i rifiuti (sia riducendo la quantità di rifiuti prodotti, sia aumentando la percentuale di rifiuti riciclati); favorire e rendere più rigorose le bonifiche ambientali (a cominciare dalla bonifica dell’amianto nelle scuole); fermare il consumo di suolo (anche favorendo il rilancio e la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente); favorire la produzione e l’utilizzo delle energie rinnovabili, ma anche il risparmio e l’efficienza energetica; riconvertire l’ILVA di Taranto a tutela della salute dei cittadini.

L’ispirazione ambientalista del Contratto la ritroviamo in particolare nel paragrafo 4, dedicato espressamente ad Ambiente, green economy e rifiuti zero, ma anche nei seguenti paragrafi:

paragrafo 2 (Acqua pubblica), ove si afferma la volontà di garantire in tutti i comuni acqua pulita e di qualità, anche attraverso le necessarie operazioni di bonifica;

paragrafo 12 (Giustizia rapida ed efficiente), ove vi è un punto espressamente dedicato a Reati ambientali e tutela degli animali e si prevede di migliorare l’attuale legislazione in materia e di punire fatti gravi ancora non adeguatamente perseguiti;

paragrafo 27 (Trasporti, infrastrutture e telecomunicazioni), ove lo sviluppo di una mobilità sostenibile è considerato una priorità. Nel medesimo paragrafo troviamo l’impegno a ridiscutere il progetto dell’alta velocità Torino-Lione (TAV), progetto tanto inutile quando dannoso per il territorio e l’ambiente.

Comunitarismo

Se con il termine “comunitarismo” indichiamo una qualsiasi visione filosofico-politica che metta al centro la “comunità” e che insista sull’importanza dei legami tra i membri della comunità, allora possiamo parlare di comunitarismo per l’idea di società del Movimento 5 Stelle.

Uno dei valori costitutivi del Movimento 5 Stelle è infatti espresso da quel “Nessuno deve rimanere indietro” più volte affermato e rilanciato da Beppe Grillo nel corso degli anni. L’idea è ben espressa da un suo post del 2013: «Nessuno deve restare indietro. L’Italia deve essere, prima di ogni altra cosa, una comunità. In una comunità, tra i valori più importanti vi è il senso di solidarietà. Il cittadino deve essere il centro della politica. La sua stella polare. Va garantita a tutti una vita dignitosa e, se possibile, la felicità. Il primo articolo della nostra Costituzione dovrebbe esprimere il diritto alla felicità».

Troviamo il comunitarismo all’opera in particolare nei seguenti paragrafi del Contratto:

paragrafo 16 (Ministero per le disabilità), ove si afferma che «uno Stato civile deve proteggere, tutelare, assistere e integrare chiunque abbia una disabilità» e si prevedono una serie di misure a favore della protezione e dell’inclusione delle persone con disabilità. Molto interessante e significativa l’intenzione di istituire un ministero per le disabilità: «Al fine di dare adeguata rappresentanza alla disabilità nell’agenda politica, ci impegniamo ad istituire un dicastero dedicato»;

paragrafo 18 (Politiche per la famiglia e la natalità), in cui il futuro governo si impegna a realizzare un importante sistema di welfare familiare, che tuteli in particolare le famiglie, le donne e gli anziani. Tra le misure citate nel paragrafo, ricordiamo per esempio: fiscalità agevolata per le famiglie (come l’IVA a zero per prodotti neonatali e per l’infanzia), rimborsi per asili nido e baby sitter, interventi di sostegno al reddito, innalzamento dell’indennità di maternità, agevolazioni per le famiglie con anziani a carico;

paragrafo 19 (Reddito di cittadinanza e pensione di cittadinanza), in cui, con la finalità prioritaria di garantire la dignità dell’individuo, si prevede un reddito di cittadinanza per i cittadini italiani che versino in condizioni di bisogno. Nel paragrafo è prevista inoltre una pensione di cittadinanza a favore di chi vive sotto la soglia di minima di povertà.  

Sovranismo

Movimento 5 Stella e Lega hanno entrambe una posizione sovranista e, come già osservato nell’articolo Il governo M5S Lega e le elezioni del 4 marzo, il loro successo alle ultime elezioni politiche è stato anche il successo del sovranismo.

La posizione sovranista è apertamente presente nel Contratto, nonostante i messaggi inviati dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella alle due forze politiche, messaggi di cui si è detto nel precedente articolo Perché Mattarella è un pericolo per l’accordo Di Maio Salvini.

Le due forze politiche affermano chiaramente la centralità dell’interesse nazionale e si oppongono all’asservimento dell’Italia alla casta politico-burocratica dell’Unione europea, dicendosi pronte a mettere in discussione e a opporsi a quei trattati e accordi che finiscono per essere strumenti nelle mani di tale casta per espropriare il popolo italiano della propria sovranità e dei propri diritti.

Nel paragrafo 29 (Unione europea) sono affermati i seguenti importanti elementi programmatici:

i) esigenza di ridiscutere il bilancio UE in coerenza con gli obbiettivi che si propone il Contratto;
ii) necessità di rivedere «l’impianto della governance economica europea (politica monetaria, Patto di Stabilità e crescita, Fiscal compact, MES, procedura per gli equilibri macroeconomici eccessivi, etc.) attualmente asimmetrico, basato sul predominio del mercato rispetto alla più vasta dimensione economica e sociale»;
iii) impegno per il «superamento degli effetti pregiudizievoli per gli interessi nazionali derivanti dalla direttiva Bolkenstein»;
iv) opposizione a  «Ceta, MES China, TTIP e trattati di medesima ispirazione» in relazione «agli aspetti che comportano un eccessivo affievolimento della tutela dei diritti dei cittadini, oltre a una lesione della corretta e sostenibile concorrenza sul mercato interno».

Inoltre, sempre nell’interesse del nostro paese e nonostante la posizione degli Stati Uniti e dell’Unione europea, si vogliono ritirare le sanzioni imposte a Mosca e fare della Russia un importante partner, anche per risolvere crisi locali come quella siriana, come affermato nel paragrafo 10 (Esteri) del Contratto.

In linea con il sovranismo, possiamo poi ricordare quanto presente nei seguenti paragrafi:

paragrafo 3 (Agricoltura e pesca – made in Italy), ove si afferma l’impegno di difendere la sovranità alimentare, l’agricoltura nazionale e le eccellenze del made in Italy, incidendo sul contesto normativo dell’Unione europea in materia. Nel paragrafo si ricorda non a caso come il governo italiano sia stato storicamente «remissivo e rinunciatario in Europa rispetto alle esigenze del settore agricolo, preferendo spesso lasciare il campo ad interessi europei opposti rispetto alle esigenze nazionali», lasciando intendere chiaramente come il nuovo governo sarà pronto ad opporsi fermamente alle politiche comunitarie se in contrasto con gli interessi nazionali. E ciò vale anche nel settore della pesca, per il quale si è pronti a «riconsiderare in sede europea i vincoli e le direttive impartite al settore [...] per meglio salvaguardare la pesca italiana»;

paragrafo 8 (Debito pubblico e deficit), ove si deve notare, per quello che interessa in questa sede, l’esplicita intenzione del futuro governo di ridiscutere i Trattati dell’Unione europea e il quadro normativo principale a livello europeo in particolare al fine di sviluppare politiche sul deficit nell’interesse dell’Italia.


* il testo integrale del contratto di governo definitivo tra Movimento 5 Stelle e Lega è disponibile al seguente link: contratto di governo definitivo pdf




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