lunedì 14 maggio 2018

Perché Mattarella è un pericolo per l’accordo Di Maio Salvini


Nell’ordinamento costituzionale italiano il presidente della Repubblica è un potere neutro che non dovrebbe arrogarsi il diritto di indicare e di condizionare i contenuti politici dell’azione del governo.


In questi giorni il presidente Sergio Mattarella è intervenuto con l’intento di condizionare l’accordo di governo tra il Movimento 5 Stelle e la Lega e di imporre una sorta di protettorato presidenziale sul futuro governo. La stessa opposizione che il Quirinale ha lasciato trapelare per l’ipotesi di un Salvini ministro degli interni esprime la volontà del presidente di controllare strettamente il futuro governo.

Gli interventi di Mattarella non appaiono essere in linea con i poteri che la Costituzione conferisce al presidente della Repubblica e ciò desta notevole preoccupazione, tanto più se pensiamo che già il presidente Giorgio Napolitano nel 2011 aveva attuato una sorta di colpo di Stato, come era stato a suo tempo autorevolmente osservato dal prof. Paolo Becchi.

Mattarella, anche per il tramite dei suoi consiglieri, ha in particolare inviato tre messaggi a Di Maio e a Salvini. Si tratta di messaggi strettamente correlati.

Il primo messaggio riguarda il sovranismo: per Mattarella il Movimento 5 Stelle e la Lega devono abbandonare la posizione sovranista, anche se proprio tale posizione è assolutamente caratterizzante le due forze politiche e ha contribuito a determinarne il successo alle elezioni del 4 marzo. Un sovranismo che significa che la sovranità appartiene al popolo italiano, cosa peraltro chiaramente affermata dall’articolo 1 della Costituzione: «La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione». La sovranità appartiene al popolo italiano, non ai poteri forti (economici, finanziari, burocratici, politici che siano) e neppure alle caste burocratiche dell’Unione europea. Mattarella dovrebbe difendere e garantire l’effettività dell’articolo 1 della Costituzione, piuttosto che lanciare strali contro il sovranismo.

Il secondo messaggio riguarda la posizione nei confronti dell’Unione europea: per Mattarella il futuro governo deve garantire totale obbedienza ai diktat della casta burocratica dell’Unione europea. L’idea che il governo italiano possa metter fine all’asservimento dell’Italia alla burocrazia dell’Unione europea non fa dormire sonni tranquilli a Mattarella. Ma l’attuale casta burocratica di Bruxelles, ubbidiente alle lobby e con i suoi troppi privilegi che gravano sulle spalle dei contribuenti italiani, rappresenta esattamente ciò contro cui il Movimento 5 Stelle e la Lega sono chiamati a combattere per affermare la piena sovranità del popolo italiano e valori come l’uguaglianza, la giustizia sociale, la lotta al privilegio.
 
Il terzo messaggio riguarda la posizione da tenere nei confronti degli Stati Uniti e della Nato: per Mattarella occorre mantenersi incondizionatamente dalla parte degli Stati Uniti e della Nato. Mattarella non vuole garantire semplicemente la permanenza dell’Italia nella Nato, ma vuole garantire la totale e acritica obbedienza dell’Italia alla volontà e alla linea degli Stati Uniti e della Nato; dalle servitù militari subite dall’Italia ai rapporti con la Russia, nulla dovrebbe essere messo in discussione per il presidente, a prescindere dai reali interessi nazionali. Così, per esempio, nonostante il Movimento 5 Stelle e la Lega vogliano dei rapporti amichevoli con la Russia e siano in particolare favorevoli al superamento delle sanzioni imposte a Mosca (sanzioni che peraltro danneggiano l’economia italiana), secondo Mattarella l’Italia dovrebbe continuare a obbedire alla linea antirussa degli Stati Uniti.

La difficoltà nell’individuare il futuro presidente del Consiglio non è dovuta a incertezze o a disaccordi tra il Movimento 5 Stelle e la Lega, come hanno erroneamente scritto diversi quotidiani nazionali, ma al timore di Luigi Di Maio e di Matteo Salvini di indicare un nome che susciti un netto rifiuto o comunque una forte ostilità da parte di Mattarella nei confronti del nome proposto.

Il nome del futuro premier deve quindi soddisfare contestualmente due requisiti non facilmente conciliabili: essere fedele alla linea politica delle due forze politiche e non essere inviso al Quirinale.

Ma la cosa più difficile e importante è e sarà quella di far capire chiaramente a Mattarella che il governo Movimento 5 Stelle Lega non è il governo del presidente (un fantomatico governo “neutrale” sotto l’egida del Quirinale) ma un governo pienamente politico chiamato a rispondere al popolo italiano detentore della sovranità.

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