lunedì 18 giugno 2018

Il caso Aquarius come pretesto


Perché dobbiamo sostenere e difendere il governo Conte? Le incredibili parole dei francesi testimoniano l’aperta ostilità dei poteri politico-burocratici ed economico-finanziari nei confronti del governo italiano.

Il caso della nave Aquarius ha scatenato delle pesanti reazioni da parte francese e spagnola.

Il presidente francese Emmanuel Macron ha denunciato «una forma di cinismo e di irresponsabilità» da parte dell’Italia. Il portavoce del partito En Marche Gabriel Attal ha definito «vomitevole» la linea del governo italiano ed è certo che Attal nell'esprimersi in tali termini abbia semplicemente eseguito gli ordini del suo capo e benefattore Macron (ricordiamo che En Marche è il partito creato nel 2016 da Macron). Per il primo ministro francese Edouard Philippe l’Italia avrebbe scelto di non rispettare i suoi obblighi internazionali.

Per la Spagna è intervenuto il ministro della giustizia Dolores Delgado che ha addirittura minacciato conseguenze penali per l’Italia, a causa di un presunto mancato rispetto del diritto umanitario, delle convenzioni e degli accordi internazionali.

Perché tali pesanti reazioni? Qual è il loro significato?

Sarebbe assai ingenuo pensare che il caso dell’Aquarius possa aver scatenato le ire di Macron e le minacce spagnole.

Nei confronti dell’Italia sono state usate parole e toni mai visti nella recente storia europea e, se ci si riflette con attenzione, del tutto sproporzionate rispetto all’accaduto (il governo italiano in fin dei conti ha semplicemente invitato una nave battente bandiera di Gibilterra ad attraccare a Malta in quanto porto più vicino e sicuro, offrendo inoltre piena assistenza da parte della marina italiana).

Il caso Aquarius è stato solo il pretesto che ha consentito agli apparati politico-burocratici dell’Unione europea e alla finanza mondialista di far minacciare il governo italiano per bocca di quel Macron che è uomo di tali apparati, proviene dalla banca Rothschild & Cie Banque ed è stato apertamente appoggiato nelle elezioni presidenziali dalla peggior casta burocratica europea, tra cui spicca il nome di Jean-Claude Juncker.

Ma anche la Delgado, con le sue minacce di portare davanti a un tribunale internazionale un paese democratico, repubblicano e sovrano come l’Italia, non fa che esprimere l’avversione per il sovranismo e l’autonomia dei popoli propria dei poteri politico-burocratici ed economico-finanziari. Per tali poteri l'ideale in materia di giustizia sarebbe rappresentato da un insieme di tribunali internazionali controllati di fatto dall’élite mondialista e in grado di giudicare i cittadini dei diversi Stati senza le garanzie che le Costituzioni nazionali offrono.

L’attacco francese e quello spagnolo esprimono la pesante ostilità dei poteri forti nei confronti del governo italiano. Si tratta di poteri che temono il cambiamento che tale governo potrebbe portare e che sono apertamente ostili a qualsiasi forma di sovranismo. Per tali poteri la parola d’ordine è il mantenimento dello status quo. 

Riguardo alla posta in gioco degli attacchi al governo italiano, si può rileggere il recente articolo di Alessandro Negroni, coordinatore dell’Osservatorio: Attacco eversivo al governo di Conte: la posta in gioco

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