mercoledì 6 giugno 2018

Il discorso di Giuseppe Conte al Senato


Una breve analisi del discorso che Giuseppe Conte ha tenuto al Senato il 5 giugno, di cui due elementi qualificanti appaiono essere la centralità del contratto tra il Movimento 5 Stelle e la Lega e l’esigenza di combattere il vecchio regime e i suoi privilegi.


Uno degli aspetti più innovativi dell’alleanza tra il Movimento 5 Stelle e la Lega è il suo fondarsi sulla condivisione di un insieme di idee e di progetti che hanno poi trovato espressione nel contratto per il governo del cambiamento stipulato tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini.

Elemento qualificante del discorso di Conte è l’aver riconosciuto la centralità del contratto e il carattere innovativo dello stesso: a ben vedere il nuovo presidente del Consiglio non aveva bisogno di tenere un lungo e articolato discorso programmatico in quanto il programma del governo è scritto nero su bianco e in modo trasparente nel contratto.

Conte sottolinea in apertura del discorso: «Gli obiettivi che la squadra di Governo si ripromette di raggiungere sono affidati alla pagina scritta, perché le forze politiche che compongono la maggioranza li hanno dichiarati in modo trasparente, vincolandosi ad adottare tutte le iniziative e tutte le misure necessarie a perseguirli».

Forze politiche che non hanno fondato l’alleanza sulla spartizione di poltrone e prebende, ma sulla condivisione di un programma, e al riguardo Conte non manca di osservare: «Rispetto a prassi che prevedevano valutazioni scambiate nel chiuso di conciliaboli tra leader politici per lo più incentrate sulla ripartizioni di ruoli personali e ben poco sui contenuti del programma, noi inauguriamo una stagione nuova».

Il contratto, come è giusto che sia, sarà la vera stella polare del nuovo governo e Conte e i suoi ministri sono chiamati a dare puntuale attuazione a tale contratto.

Altro elemento qualificante del discorso di Conte riguarda l’esigenza di combattere il vecchio regime e i suoi privilegi.

Al riguardo Conte reclama il carattere “populista” e “antisistema” delle due forze politiche che sostengono il suo governo: «Le forze politiche che integrano la maggioranza di Governo sono state accusate di essere populiste, antisistema. Bene, sono formule linguistiche che ciascuno è libero di declinare. Se populismo è l'attitudine della classe dirigente ad ascoltare i bisogni della gente - e qui traggo ispirazione dalle riflessioni di Dostoevskij, nelle pagine di «Puškin» - se antisistema significa mirare a introdurre un nuovo sistema che rimuova vecchi privilegi e incrostazioni di potere, ebbene, queste forze politiche meritano entrambe queste qualificazioni».

E poco dopo sottolinea: «Quanto ai privilegi della politica, negli anni a noi più prossimi abbiamo visto ridurre gli investimenti pubblici e comprimere servizi fondamentali. Sono rimasti intatti, tuttavia, i privilegi della politica e i suoi sprechi. Questo Governo intende agire con risolutezza».

Oltre a tali elementi qualificanti, il discorso di Conte tocca anche altri importanti temi, tra i quali ricordiamo:

- salario minimo orario e reddito di cittadinanza («La prima preoccupazione del Governo saranno i diritti sociali […]. È ora di dire che i cittadini italiani hanno diritto a un salario minimo orario, affinché nessuno venga più sfruttato, hanno diritto a un reddito di cittadinanza e a un reinserimento al lavoro qualora si ritrovino disoccupati»)

- lotta al business dell’immigrazione e richiesta di supporto all’Unione europea («Cambia che metteremo fine al business dell'immigrazione. Metteremo fine al business dell'immigrazione, che è cresciuto a dismisura sotto il mantello della finta solidarietà», e più avanti: «L’Europa ha consentito - dobbiamo dirlo con forza - chiusure egoistiche di molti Stati membri che hanno finito per scaricare sugli Stati frontalieri - e in primo luogo sul nostro Paese - gli oneri e le difficoltà che invece avrebbero dovuto essere condivisi. Per questo chiederemo con forza il superamento del Regolamento di Dublino al fine di ottenere l'effettivo rispetto del principio di equa ripartizione delle responsabilità e di realizzare sistemi automatici di ricollocamento obbligatorio dei richiedenti asilo»)

- lotta alla corruzione e ai poteri criminali («Cambia che combatteremo la corruzione con metodi innovativi come il DASPO ai corrotti e con l’introduzione dell'agente sotto copertura», e più avanti: «Contrasteremo con ogni mezzo le mafie, aggredendo le loro finanze, le loro economie e colpendo le reti di relazioni che consentono alle organizzazioni criminali di rendersi pervasive nell’ambito del tessuto socio economico»)

- apertura alla Russia, pur ribadendo l’appartenenza dell’Italia alla Nato («Intendiamo preliminarmente ribadire la convinta appartenenza del nostro Paese all'Alleanza atlantica con gli Stati Uniti d'America quale alleato privilegiato, tradizionalmente privilegiato. Ma attenzione! Saremo fautori di una apertura verso la Russia. Una Russia che ha consolidato, negli ultimi anni, il suo ruolo internazionale in varie crisi geopolitiche. Ci faremo promotori di una revisione del sistema delle sanzioni, a partire da quelle che rischiano di mortificare la società civile russa»)

- flat tax e “alleanza finanziaria” tra Fisco e cittadini («L’obiettivo è la flat tax, ovvero una riforma fiscale caratterizzata dall'introduzione di aliquote fisse, con un sistema di deduzioni che possa garantire, però, la progressività dell'imposta in accordo con i principi costituzionali. Solo così sarà possibile pervenire a una drastica riduzione dell’elusione e dell’evasione fiscale», e ancora: «È questa l’occasione per rifondare il rapporto tra Stato e contribuenti all’insegna della buona fede, della reciproca collaborazione tra le parti. Mi piace ragionare di “alleanza finanziaria”», tuttavia «occorre inasprire necessariamente l'attuale quadro sanzionatorio amministrativo e penale, al fine di assicurare il carcere vero per i grandi evasori»)

Sul sito della presidenza del Consiglio dei ministri si può leggere il discorso integrale di Conte.

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