domenica 29 luglio 2018

Il linciaggio mass mediatico di Marcello Foa

di Osservatorio politico M5S

A prescindere da come la si pensi sui vaccini, l’attacco dei mass media a Marcello Foa sulla questione dell’obbligatorietà delle vaccinazioni esprime una mentalità fortemente nemica della libertà.

L’obbligatorietà delle vaccinazioni appare essere diventata la nuova “fede”, il nuovo “dogma” che nessuno può permettersi di mettere in discussione, per nessuna ragione.

In un’intervista concessa qualche tempo fa, Marcello Foa aveva semplicemente detto: «In Svizzera i vaccini non sono obbligatori. [...] La gente può scegliere di non vaccinarsi, la popolazione non è particolarmente malata. E lo stesso avveniva in Francia fino a Macron».

Per il semplice fatto di aver messo in discussione l’obbligatorietà delle vaccinazioni, Foa è stato pesantemente attaccato dai mass media di regime. La Repubblica oggi titola: «Rai, il candidato presidente Foa finito nella tempesta anche per i vaccini».

Come è possibile “finire nella tempesta” per aver messo in discussione l’obbligatorietà delle vaccinazioni? Come è possibile “finire nella tempesta” per il semplice fatto di voler difendere la libertà di cura?

In uno Stato costituzionale di diritto fondato sulla libertà (ivi compresa la libertà di manifestazione del pensiero) non dovrebbe essere possibile subire un linciaggio mass mediatico perché si sollevano delle critiche o perché si mette in discussione qualcosa.

E invece è ciò che sta accadendo a Marcello Foa, che sta subendo un vero linciaggio mass mediatico per il semplice fatto di non omologarsi al pensiero dominante in materia di vaccinazioni.

Una questione, quella delle vaccinazioni, su cui la posizione del Movimento 5 Stelle è chiara: favorevoli alle vaccinazioni, ma contrari all'obbligatorietà per come intesa dal decreto Lorenzin.



1 commento:

  1. D'accordissima su tutto.Il ministro Grillo modifichi la legge Lorenzin.

    RispondiElimina