martedì 11 dicembre 2018

Nazionalizzare lo smaltimento dei rifiuti

di Alessandro Negroni

Ormai da decenni assistiamo in Italia a numerosissimi casi di smaltimento illegale di rifiuti, con gravi conseguenze sulla salute dei cittadini e l’ambiente.


In queste ore sta bruciando uno stabilimento per il trattamento dei rifiuti a nord di Roma, non sappiamo se per un incidente o per atti dolosi, la magistratura accerterà eventuali responsabilità.

Quel che è certo è che in Italia vanno a fuoco centinaia di depositi di rifiuti: si può trattare di impianti per il trattamento e lo stoccaggio dei rifiuti o semplicemente di capannoni trasformati (legalmente o illegalmente) in deposito di rifiuti, ma poco cambia.

Il gioco è semplice: i rifiuti, anche tossici e speciali, vengono ammassati in un luogo (per esempio un capannone), poi “casualmente” tutto prende fuoco inquinando pesantemente l'ambiente. I rifiuti anziché essere trattati (cosa che comporta elevati costi), vengono fatti bruciare, con enormi guadagni per imprenditori senza scrupoli.  

In Italia esiste una rete, che coinvolge una pluralità di soggetti (da manager di aziende a tecnici, da amministratori locali a faccendieri), che per arricchirsi devasta l’ambiente e crea centinaia di Terre dei fuochi in tutto il paese.

Secondo l’ultimo Rapporto Ecomafia 2018 di Legambiente il fatturato dell’ecomafia è pari a oltre 14 miliardi di euro, con una crescita del 9,4 percento rispetto all’anno precedente: miliardi di euro dietro ai quali c’è morte, malattia, inquinamento, distruzione di risorse naturali.

In Italia la gestione dei rifiuti in mano ai privati finisce per attentare a due diritti fondamentali di rango costituzionale: il diritto alla salute e il diritto a vivere in un ambiente salubre.

È una situazione fuori controllo, e nonostante l’impegno di un ottimo ministro dell’ambiente come Sergio Costa, della magistratura e delle forze dell’ordine, gli interessi economici che girano attorno allo smaltimento illegale dei rifiuti sono così forti che risulta impossibile fermare il fenomeno.

L’unica soluzione, a difesa della salute dei cittadini e dell’ambiente, è la nazionalizzazione del settore della gestione dei rifiuti: lo Stato italiano deve acquisire il controllo diretto e totale di tale settore in nome del superiore interesse alla tutela della salute dei cittadini e dell'ambiente.

L’esperienza degli ultimi decenni mostra chiaramente come tale nazionalizzazione sia urgente e necessaria nel nostro paese.

Nessuno deve poter fare "soldi facili" con i rifiuti. Nessun imprenditore deve poter risparmiare sui costi facendo smaltire illegalmente i rifiuti. Nessuno deve pensare di potersi arricchire dando fuoco a un capannone per far sparire rifiuti tossici. I rifiuti devono smettere di essere la miniera d'oro dei tanti, troppi, individui senza scrupoli che purtroppo vivono nel nostro paese.

Hanno già devastato a sufficienza il nostro paese, è giunto il momento che la politica prenda l’unica decisione che è in grado di difendere la nostra salute e tutelare l’ambiente in cui viviamo: la nazionalizzazione della gestione dei rifiuti.

Autore: Alessandro Negroni 

2 commenti:

  1. Lo sviluppo e la modernizzazione della rete stradale e autostradale al Sud non può più aspettare! Mantenete le promesse fatte, non siate come i politici che vi hanno preceduto VOGLIAMO FATTI E NON PAROLE

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  2. Ma cosa ce ne frega della qualità dell'aria, dell'acqua e del suolo, quando volete obbligarci a iniettarci direttamente in vena le peggiori merdate? pensate davvero di rabbonire gli elettori con questi temini da prima media sull'ambiente? VERGOGNATEVI e basta

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